martedì, 15 maggio 2012

Assicurazioni e mutui: da luglio il nuovo sistema

dreamstimefree_4748076.jpgIl Decreto Liberalizzazioni varato dal Governo Monti impone alle banche che vincolano l'erogazione del mutuo alla sottoscrizione di una polizza Vita l'obbligo di sottoporre al cliente almeno due alternative (preventivi) di Compagnie assicurative "non riconducibili" agli istituti di credito stessi.

L'interpretazione più corretta di questo "non riconducibili" pare sia quella più ristretta. Vale a dire che anche i rapporti commerciali di distribuzione saranno di ostacolo per poter dichiarare "estranea" una Compagnia assicurativa nei confronti della banca.

Quindi, da luglio - questo il termine per l'adeguamento -, le banche non potranno far altro che accedere ai siti delle Compagnie assicurative "concorrenti" per stilare i preventivi da presentare al cliente insieme al proprio.
Inoltre, lo ricordiamo, il richiedente avrà dieci giorni di tempo per reperire, sul libero mercato e autonomamente, una polizza che, a parità di coperture richieste, sia per lui più vantaggiosa economicamente.

Inoltre sarà chiesto, però entro settembre, alle banche che commercializzano polizie CPI (Creditor Protection Insurance) di pubblicare sul proprio sito un preventivatore che permetta il calcolo dei premi in modo che i concorrenti possano accedervi.

Da sottolineare comunque che tutti questi obblighi saranno vincolanti solo se la banca subordina l'erogazione del mutuo alla polizza. Non rientra quindi il caso, per esempio, dell'erogazione del mutuo e contemporanea o successiva vendita della polizza, non obbligatoria.

Su questo Isvap dovrà fare bene il proprio lavoro: vigilare.

mercoledì, 09 maggio 2012

Imu: chiarimenti in arrivo dal ministero

dreamstimefree_176662.jpgE' in studio una circolare del Ministero dell'Economia che riguarda a tutto tondo l'Imu e che si prefigge, tra le altre cose, di chiarire alcuni aspetti interpretativi della norma che ha introdotto la nuova imposta sugli immobili.
I coniugi che hanno residenza in due comuni diversi, per esempio, potranno usufruire entrambi delle agevolazioni previste per l'abitazione principale.
Le abitazioni di anziani ricoverati in case di cura (lungodegenza) e di riposo, se assimilate dal comune all'abitazione principale, saranno esentate dal pagamento della quota erariale dell'Imu.

Anche sulle aliquote, la circolare darebbe libertà ai comuni di adottarne diverse per la medesima categoria catastale, per esempio colpendo meno i box e i magazzini rispetto ai negozi e ai laboratori (tutti facenti parte della categoria C).
Un vincolo invece invalicabile è quello delle aliquote minime e massime applicabili, a differenza di quanto accadeva per l'Ici, dove i comuni potevano graziare i propri cittadini in modo più generoso.
Sulle agevolazioni per l'abitazione principale, ad esclusione di quella riguardante i figli dimoranti, la circolare darebbe libertà ai sindaci di differenziare i benefici in modo da tutelare alcune categorie di contribuenti, purché sia adottata una modalità ragionevole e non discriminatoria.

La circolare, come detto, è in via di definizione e quindi potrà subire modifiche prima della sua definitiva stesura.

giovedì, 03 maggio 2012

Semplificazioni? Ma dove?!

dreamstimefree_245217.jpgLa parola "semplificazioni" è stata utilizzata in questo periodo come mai era successo in tutta la storia della lingua italiana. E' forse per questo motivo che il suo significato, almeno per i componenti del Governo, non è poi così chiaro.

Partiamo con l'Imu, l'imposta che ha sostituito la vecchia Ici e che, con le sue già numerose modificazioni, ha confuso assai i contribuenti.
Appurato ormai quanto si dovrà pagare, rimane la semplificazione, eccola: l'importo dovuto dovrà essere calcolato dal contribuente basandosi sulle rendite catastali (già difficile concetto), aggiornate del 5% e poi moltiplicate per il coefficiente attribuito dal decreto in base alla destinazione d'uso del bene (!!) e, nel caso di abitazione, alla sua natura di abitazione principale o abitazione secondaria (c.d. seconda casa).

Non facile, soprattutto perché poi anche le detrazioni spettanti sono fumose, ad eccezione del caso di una normalissima famiglia con uno o più figli sotto i 26 anni e residenti tutti nella medesima casa, magari l'unica (se si ha un mutuo o meno, non importa a nessuno).
A questi basterà decurtare 200 euro più 50 euro per ogni figlio coabitante e decidere se versare l'imposta in due o tre rate e calcolarne la suddivisione, compilare l'F24 e pagare il dovuto (senza scordarsi, però, che per il saldo dovranno conguagliare ricalcolando l'imposta sulle aliquote decise dal proprio Comune e sottrarre gli acconti già versati).
Per chi invece ha la fortuna di avere anche una seconda casa, l'affare si complica perché se è vero che si è "esonerati" dal decidere il numero di rateizzazioni (sono solo due), resta da scorporare, dal tributo totale, la parte che va alla Stato e quello che invece rimane in cassa al Comune.
Era troppo SEMPLICE versare la somma totale e poi lasciare al Comune il compito di "girare" l'eccedenza allo Stato?! Forse sì.
Ricordiamo che un tempo, quando l'Ici ancora colpiva le prime abitazioni, dopo aver fatto la dichiarazione in Comune (cosa che andrà rifatta, comunque), era lo stesso Ente a inviare il bollettino con l'importo dovuto.

E adesso l'Ivie, l'imposta sugli immobili all'estero. Ne abbiamo già parlato e abbiamo già espresso le nostre perplessità a suo tempo. Ma ora che le scadenze si avvicinano (l'Ivie va pagata con l'Unico), i Caf e i commercialisti dovranno diventare esperti in valori catastali dell'Unione Europea o, peggio, dovranno informarsi sui valori di mercato degli Stati membri. SEMPLICE.

Va bene i sacrifici, va bene che ancora si attendono i tagli alla spesa pubblica per i quali i politici che fino a ieri appoggiavano il Governo stanno puntando i piedi e che venga chiesto ai cittadini di "suggerire" online cosa tagliare, va bene tutto.

In uno Stato democratico è un dovere pagare le tasse, ma è anche vero che si dovrebbe essere messi nelle condizioni di sapere QUANTO, QUANDO e COME pagare, senza rimanere nell'incertezza fino al giorno di scadenza.
Con dubbi del genere e le ristrettezze economiche di questo periodo, chi si azzarda a pianificare delle spese, degli acquisti, degli investimenti?! Chi ci assicura che, spesi mille euro non ci troveremo a doverli allo Stato per un nuovo balzello o per la rettifica di decisioni già prese?
L'incertezza non è certo sinonimo di ripresa economica.

Questo è SEMPLICE da capire, anche per noi.

martedì, 24 aprile 2012

Arriva il "conto base"

Schermata 2012-04-24 a 10.05.58.pngOggi, il viceministro dell'Economia Vittorio Grilli, presenterà le caratteristiche del "conto base" previsto dal decreto "salva-Italia".
Ricordiamo che l'articolo 12 del decreto prevedeva che entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di conversione, abi, Bankitalia, Ministero dell'Economia e della Finanza, Poste e le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento dovevano definire le caratteristiche di una convenzione che andasse a vantaggio delle fasce socialmente in difficoltà.

Le soluzioni descritte nella convenzione sono due:

Per chi ha un Isee al di sotto dei 7.500 euro annui, il conto base dovrà includere - a fronte di un canone onnicomprensivo - alcune operazioni gratuite, quali:
- 6 prelievi allo sportello;
- prelievi bancomat illimitati presso il prestatore di servizi;
- 12 prelievi bancomat presso altri istituti;
- 36 pagamenti ricevuti tramite bonifico nell'area Euro, compreso l'eventuale accredito della pensione.

Ovviamente il conto base non prevede la possibilità di effettuare disposizioni di pagamento senza fondi e di fruire di scoperti e fidi e per ogni operazione che oltrepassa il limite delle convenzione saranno applicati costi aggiuntivi.
Inoltre, il cliente del conto dovrà presentare, al momento dell'apertura, la certificazione che dimostri il suo reddito Isee e rilasciare dichiarazione di non essere già titolare di un altro conto base.
La dichiarazione, sotto forma di autocertificazione, dovrà essere prodotta annualmente a pena della decadenza dei benefici previsti dalla convenzione.

La seconda strada riguarda i pensionati che, pur avendo un Isee superiore ai 7.500 euro, non superano l'importo di 1.500 euro di pensione mensile.
Il cliente potrà scegliere di aprire un conto che sia gratuito per:
- 12 prelievi allo sportello;
- operazioni bancomat illimitate presso il prestatore di servizi;
- illimitati pagamenti ricevuti (compreso l'accredito della pensione).

Oppure potrà accendere un conto gratuito che permetta solo le operazioni previste per chi ha un Isee non superiore ai 7.500 euro, descritte sopra.
Anche per i pensionati ci sarà l'obbligo dell'autocertificazione che attesti, annualmente, il mantenimento delle condizioni di accesso.

sabato, 21 aprile 2012

Polizze e mutui: si sta arrivando all'obiettivo

704324ashhds5t3.jpgUna storia che ha inizio nel 2008 e che tra provvedimenti e regolamenti dell'Isvap, ricorsi dell'ABI, sentenze del Tar e decreti del Governo, forse sta arrivando alla fine.

L'obiettivo da raggiungere è quello di abbattere le commissioni che le banche percepiscono per la vendita delle polizze legate ai mutui e ai prestiti, di eliminare il conflitto d'interessi che fino a ieri era causato dal doppio ruolo che la banca rivestiva in queste operazioni (beneficiario e intermediario) e, non meno importante e conseguente a quanto detto prima, abbassare i costi gravanti sui clienti.
In questi ultimi anni, infatti, si era giunti all'assurdo: il contratto principale (il finanziamento), visto il risicato margine dovuto ai tassi ai minimi storici, veniva considerato dalle banche come "cavallo di Troia" per piazzare il prodotto secondario (di nome, ma non di fatto, perché permetteva alla banca di guadagnare anche il 50/60% del premio versato dal cliente): la polizza.

Tutto questo, a costo di diventare impopolari - l'abbiamo già sottolineato più volte - è cominciato con l'introduzione del sistema "surroga" da parte del c.d. "decreto Bersani": il mutuo è diventato per la banca un punto interrogativo dal punto di vista di margini e di fidelizzazione del cliente, quindi tutto l'indotto prima "garantito" è stato ricercato e ottenuto innalzando spese d'istruttoria, spese peritali, spese di gestione e, guarda un po', abbinamento obbligatorio di conti correnti e, appunto, polizze assicurative.

Il decreto liberalizzazioni ha imposto quindi alle banche, qualora subordinassero l'erogazione di un finanziamento alla stipula di un'assicurazione sulla vita, di presentare al cliente almeno due preventivi di altre compagnie assicurative che non siano riconducibili all'istituto bancario stesso.
Inoltre il cliente può reperire un prodotto assicurativo sul libero mercato che la banca, ferme le condizioni di copertura, deve accettare.
Non tutti però sanno che il cliente avrà 10 giorni di tempo per cercare e scegliere il prodotto alternativo. Dieci giorni non sono molti, anzi. Soprattutto per chi lavora (e chi è in procinto di chiedere un mutuo si pensa proprio che lo faccia).

Il conteggio dei giorni decorre da quando il cliente riceve dalla banca i preventivi delle polizze legate al mutuo che ha chiesto, quindi non appena questo esce dalla filiale.

Il fatto che i giorni a disposizione non siano poi molti, Isvap sta pensando di mettere in piedi un "preventivatore" online che consenta al consumatore di avere facile accesso alle diverse offerte disponibili. Buona l'idea, vedremo come sarà l'attuazione.

L'Istituto di Vigilanza ha posto in consultazione il regolamento che detterà i contenuti minimi di un contratto assicurativo legato ai mutui e le modalità di presentazione dei preventivi.