martedì, 10 gennaio 2012

Mutui: il Decreto "salva ...Fondo"

Mario-Monti.jpgBe', sinceramente ci si aspettava che con l'inizio dell'anno le banche facessero un passo, seppur piccolo, verso i futuri mutuatari riducendo gli spread che, negli ultimi mesi, hanno raggiunto valori da record.
Invece i passi sono stati fatti nella direzione opposta, verso l'ennesimo innalzamento dei tassi offerti e strette ancor più vigorose al credito.

Quindi perdonateci se non esultiamo e se non abbiamo dato molto risalto a quanto l'ormai famoso Decreto "salva Italia" ha disposto in materia di mutui.

Cominciamo con quanto previsto per le polizze assicurative vendute dalle banche in abbinamento ai mutui: viene considerato "scorretto" il comportamento di un istituto, il quale "ai fini di stipula di un contratto di mutuo, obblighino i clienti a sottoscrivere una polizza assicurativa erogato dal medesimo soggetto col quale il mutuo è stipulato".
Ma questo non fa che ricalcare quanto già regolamentato di recente dall'ISVAP. Quindi, nulla di veramente nuovo.

E' stata introdotta l'Imu in via anticipata, della quale abbiamo già ampiamente parlato, ma è giusto ricordare che parte degli introiti della nuova imposta saranno devoluti al Fondo di Solidarietà per i mutui prima casa e per la precisione "La dotazione del fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa è incrementata di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013", così recita il punto 20 dell'articolo 13 del Decreto.
Non era forse meglio esentare da questa imposta chi, sempre in base ai parametri considerati per l'accesso al Fondo, ha già un mutuo in corso e prima che si trovi in difficoltà magari proprio per la maggior pressione fiscale dovuta dall'introduzione di questa patrimoniale?

Non possiamo non considerare anche un'altra cosa: si legifera per cercare di dare aiuto alle famiglie in difficoltà, senza curarsi di quali condizioni vengono vendute ai nuovi mutuatari.
Quello che ha subito aumenti, in questi periodi, è lo spread, la componente fissa del tasso d'interesse.
Ci si domanda, allora: cosa succederà a questi nuovi proprietari quando l'Euribor ritornerà a valori naturali (3-3,5% contro l'attuale 1,3%)?

Probabilmente sarà costituito un altro Fondo. Quello da toccare per poter risalire.

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