sabato, 21 aprile 2012

Polizze e mutui: si sta arrivando all'obiettivo

704324ashhds5t3.jpgUna storia che ha inizio nel 2008 e che tra provvedimenti e regolamenti dell'Isvap, ricorsi dell'ABI, sentenze del Tar e decreti del Governo, forse sta arrivando alla fine.

L'obiettivo da raggiungere è quello di abbattere le commissioni che le banche percepiscono per la vendita delle polizze legate ai mutui e ai prestiti, di eliminare il conflitto d'interessi che fino a ieri era causato dal doppio ruolo che la banca rivestiva in queste operazioni (beneficiario e intermediario) e, non meno importante e conseguente a quanto detto prima, abbassare i costi gravanti sui clienti.
In questi ultimi anni, infatti, si era giunti all'assurdo: il contratto principale (il finanziamento), visto il risicato margine dovuto ai tassi ai minimi storici, veniva considerato dalle banche come "cavallo di Troia" per piazzare il prodotto secondario (di nome, ma non di fatto, perché permetteva alla banca di guadagnare anche il 50/60% del premio versato dal cliente): la polizza.

Tutto questo, a costo di diventare impopolari - l'abbiamo già sottolineato più volte - è cominciato con l'introduzione del sistema "surroga" da parte del c.d. "decreto Bersani": il mutuo è diventato per la banca un punto interrogativo dal punto di vista di margini e di fidelizzazione del cliente, quindi tutto l'indotto prima "garantito" è stato ricercato e ottenuto innalzando spese d'istruttoria, spese peritali, spese di gestione e, guarda un po', abbinamento obbligatorio di conti correnti e, appunto, polizze assicurative.

Il decreto liberalizzazioni ha imposto quindi alle banche, qualora subordinassero l'erogazione di un finanziamento alla stipula di un'assicurazione sulla vita, di presentare al cliente almeno due preventivi di altre compagnie assicurative che non siano riconducibili all'istituto bancario stesso.
Inoltre il cliente può reperire un prodotto assicurativo sul libero mercato che la banca, ferme le condizioni di copertura, deve accettare.
Non tutti però sanno che il cliente avrà 10 giorni di tempo per cercare e scegliere il prodotto alternativo. Dieci giorni non sono molti, anzi. Soprattutto per chi lavora (e chi è in procinto di chiedere un mutuo si pensa proprio che lo faccia).

Il conteggio dei giorni decorre da quando il cliente riceve dalla banca i preventivi delle polizze legate al mutuo che ha chiesto, quindi non appena questo esce dalla filiale.

Il fatto che i giorni a disposizione non siano poi molti, Isvap sta pensando di mettere in piedi un "preventivatore" online che consenta al consumatore di avere facile accesso alle diverse offerte disponibili. Buona l'idea, vedremo come sarà l'attuazione.

L'Istituto di Vigilanza ha posto in consultazione il regolamento che detterà i contenuti minimi di un contratto assicurativo legato ai mutui e le modalità di presentazione dei preventivi.

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