giovedì, 03 gennaio 2013

2013: nuove tasse, ma non solo.

images.pngIl 2012 s'è concluso e (forse) passerà alla storia come l'anno dell'Imu.
Ma il 2013 appena iniziato porta in dote altre novità in ambito fiscale e che riguardano soprattutto la casa e gli investimenti finanziari.

La casa.
Decorre da quest'anno l'Ivie - la tassa della quale avevamo già parlato precedentemente - che colpisce gli immobili posseduti all'estero.
L'aliquota (unica) sarà pari allo 0,76% (come quella base prevista per l'Imu della seconda casa).
Una nuova tariffa, la Tares, che si pagherà dal prossimo aprile in base alla grandezza dell'immobile, manderà in pensione la vecchia Tarsu e la Tassa di Igiene Ambientale e sarà a carico del residente e non del proprietario.

Le transazioni finanziarie.
La cosiddetta Tobin Tax entrerà in vigore a marzo e si applicherà alla transazioni di azioni e titoli partecipativi. Le aliquote previste saranno pari allo 0,1% sugli scambi sui mercati regolamentati, mentre per i mercati non regolamentati sarà pari al doppio (0,2%). Solo per il 2013, al fine di compensare la mancata entrata per i primi due mesi dell'anno, le aliquote saranno maggiorate (0,12% e 0,22%).

Un altro fardello per il contribuente italiano, nel 2013, sarà l'aumento dell'IVA ordinaria di un punto percentuale (dal 21 al 22%) a partire da luglio. Insomma, per chi potrà permettersi le ferie, il balzello le renderà senz'altro più care.

Non solo brutte notizie, però: Fino a giugno sarà possibile fruire delle detrazioni per la ristrutturazione degli immobili che dopo scenderà dal 50 al 36% (vediamolo come un bicchiere mezzo pieno, anche se in realtà…)
Saranno maggiori le detrazioni per i figli a carico e, secondo le "promesse" del Governo, i denari recuperati dalla lotta all'evasione saranno destinati all'abbattimento della pressione fiscale che intanto, secondo le previsioni per il 2013 e "grazie" alle nuove imposte, passerà dal 44,7 al 45,3%.

lunedì, 24 dicembre 2012

Legge Stabilità: Molti i passi indietro

legge-stabilita.jpgLe modifiche approvate dal Parlamento alla manovra hanno portato a modifiche sostanziali alla sua prima stesura. Vediamole in breve:

- Scongiurato l'aumento dell'aliquota dell'IVA agevolata (quella al 10%), mentre rimane confermato lo scatto di un punto percentuale (dal 21 al 22%) di quella ordinaria a luglio del 2013:

- Eliminato il taglio alle aliquote IRPEF degli scaglioni più bassi (previsti dal 23 al 22% e dal 27 al 26%). In sostituzione vengono innalzate le detrazioni per i figli a carico che passano da 800 a 950 euro (da 900 a 1.220 euro per figli al di sotto dei 2 anni di età e una quota aggiuntiva di 400 euro per figli portatori di Handicap).

- Eliminato il tetto massimo di 3.000 euro sulle detrazioni e il sistema di franchigie di 250 euro che avrebbero colpito deduzioni e detrazioni. Il rischio era quello - soprattutto per chi aveva un mutuo in corso - di vedersi quasi azzerato il beneficio fiscale previsto.

- Il gettito Imu, l'imposta che ha avuto il suo debutto nel 2012, passa in toto ai Comuni con l'esclusione di quanto incassato per capannoni e opifici. Questo dovrebbe portare ad una sua rivisitazione, dal punto di vista di aliquote applicate nel 2013, verso il ribasso, visto anche l'allentamento previsto al patto di stabilità di cui beneficeranno i Comuni.

- Passa al 2012 la decorrenza dell'Ivie, L'imposta sui beni immobili all'estero. Nessuna conseguenza quindi per chi non avesse pagato il dovuto e, per chi invece avesse versato l'imposta 2011, l'importo sarà imputato come acconto sul versamento 2013.

martedì, 04 dicembre 2012

Mutui: ripristinato il tetto per le detrazioni

Schermata 2012-12-04 a 09.43.54.pngNella prima bozza della legge di stabilità chi aveva in corso un mutuo per la casa si era visto ridotta la possibilità di detrarre gli interessi passivi a causa della riduzione del tetto di 3mila euro che inoltre comprendeva, oltre al mutuo, anche le assicurazioni, le spese per i figli, eccetera.

Marcia indietro del governo, quindi, che ha accolto gli emendamenti che volevano ripristinare il tetto precedentemente esistente (4mila euro) per i soli interessi passivi sui mutui.

Quindi, ferma l'aliquota di detrazione - pari al 19% - i contribuenti potranno ancora detrarre dall'IRPEF fino a 760 euro (in dipendenza, appunto, dell'intero ammontare degli interessi pagati nell'anno). In un periodo, come il 2012, che ha visto stabilmente i parametri d'indicizzazione posizionati su minimi storici, è probabile che la detrazione risulti infine minore, ma questo non dipenderà più da una legge che taglia le agevolazioni, ma dal momento favorevole che rende fortunato - in un periodo piuttosto sfortunato - chi ha sottoscritto un mutuo prima della crisi economica, accaparrandosi così spread bassi, se non bassissimi.

martedì, 06 novembre 2012

Detrazioni mutui: forse si salvano

detrazione-mutuo-prima-casa.jpgSono oltre 600 gli emendamenti alla Legge di Stabilità e forte è la richiesta di eliminare la stretta sulle detrazioni per i mutui ipotecari e contro la retroattività della manovra.
Nulla di certo, perché come sappiamo i passaggi parlamentari devono susseguirsi e le parti politiche trovare un accordo, ma soprattutto trovare le coperture necessarie perché si possano emendare alcuni articoli della manovra.
Tutta questione di conti e di denaro. Sappiamo tutti la storia della "coperta troppo corta": se copri la testa, scopri i piedi e viceversa.
Quindi, salvo che dal cilindro non sbuchino risorse fino ad ora nascoste, per poter "recuperare" alcune spese, gli italiani dovranno rinunciare al taglio dell'IRPEF prospettata per le fasce più basse di reddito e veder comunque aumentare l'IVA - quella ordinaria, non quella agevolata che rimarrebbe al 10% - nel corso del 2013.
Ma è sulle detrazioni degli interessi passivi dei mutui per la casa che tutto il mercato immobiliare spera per vedere, finalmente, un rallentamento del calo delle richieste di mutuo (che di riflesso permettono meno acquisti) e, nei prossimi anni, ricominciare a crescere.

venerdì, 02 novembre 2012

Modello Imu: nessuna dichiarazione per l'abitazione principale

Schermata 2012-11-02 a 11.00.57.pngE' stato approvato ieri il modello per la dichiarazione Imu in scadenza il 30 novembre.
Rispetto alle disposizioni originali, però, ci sono state sostanziali modifiche al fine di ridurre il più possibile il numero di soggetti che dovranno provvedere alla dichiarazione.
Intanto è esclusa dalla dichiarazione l'abitazione principale e le sue pertinenze - anche se in presenza di figli conviventi under 26 - in quanto il comune è già in possesso di tutti i dati necessari per verificare, se del caso, i conteggi fatti dal contribuente per il versamento dell'imposta.


Eccezione è fatta per i coniugi, non separati legalmente, che abbiano residenza diversa nello stesso Comune. In tal caso, infatti, la Legge ammette una sola agevolazione e il contribuente deve quindi indicare su quale delle due case intende avvalersene.


Anche se le nuove regole hanno di molto sfoltito il pubblico interessato dalla dichiarazione, quest'ultima ha regole molto articolate e le casistiche sono davvero molte (basti pensare alle eventuali equiparazioni all'abitazione principale che il comune può adottare in taluni casi, oppure nel caso di ex casa coniugale assegnata ad uno dei coniugi).
E' per questo che riportiamo il link per scaricare il modello e le relative di istruzioni per la sua compilazione.
Il nostro consiglio, a eccezione di casi di semplice interpretazione, è di affidarsi, per la compilazione, a professionisti o ai Caf presenti sul territorio onde non incorrere in errori e/o omissioni.

lunedì, 29 ottobre 2012

Proroga saldo Imu? Il no del Governo.

4867.jpgLa richiesta è pervenuta dai Caf, i centri di assistenza fiscale, in quanto le delibere comunali sull'aliquota del saldo previsto per il 17 dicembre tardano ad arrivare.
I Comuni, grazie all'ultima proroga concessa loro per deliberare in merito, hanno tempo fino al 31 ottobre, ma con la possibilità di pubblicazione entro i successivi 30 giorni.
Questo, secondo la Consulta dei Caf, comporterebbe un effetto imbuto con il rischio di non arrivare per tempo alla predetta scadenza con i calcoli esatti.
Il Ministro Grilli ha però dichiarato che non è possibile spostare la scadenza del versamento a saldo.
La richiesta dei Caf, diciamolo, non è assurda e comporterebbe uno slittamento di soli 14 giorni (31 dicembre), ma il Ministro sembra irremovibile.
Forse questa irremovibilità potrebbe cedere se, invece di chiedere un slittamento del saldo, si chiedesse di versare un ulteriore acconto calcolato sulle aliquote del precedente (cioè quelle previste dal c.d. Decreto Salva Italia) con un conguaglio a fine anno.
Il governo avrebbe buona parte delle entrate previste alla scadenza che si era prefissato, e il resto a pochi giorni.
D'altronde anche per il primo versamento c'era stato un tira e molla prima di arrivare alla soluzione più "logica" e indolore.
Speriamo che il Ministro ci pensi su anche perché il "dolore" è solo quello dei contribuenti.

venerdì, 12 ottobre 2012

Legge stabilità: taglio alle detrazioni subito, sconto sull'IRPEF no.

conferenzastampaconsiglioministrio-300x198.jpgE' un giochino matematico che garantirà al governo, per il prossimo anno, un aumento del gettito, ma che metterà in serie difficoltà molte famiglie italiane.

La nuova Legge di Stabilità introdurrà un tetto massimo di 3.000 euro per gli oneri sui quali sarà possibile calcolare la detrazione del 19% (con l'esclusione delle spese mediche e altri oneri che non concorreranno al raggiungimento del tetto imposto).
Questo significa che lo sconto massimo ottenibile sarà di 570 euro ad annualità (ricordiamo che solo per gli interessi passivi dei mutui ipotecari, il tetto era di 4mila euro per un massimo di 760 euro di sconto sulle imposte, limite annullato dal nuovo cappello).
Inoltre, come se non bastasse, per chi percepisce un reddito superiore ai 15.000 euro annui, le detrazioni calcolate come detto sopra, saranno applicabili - cioè sottratte dall'imposta dovuta - solo per la parte eccedente la nuova franchigia introdotta di 250 euro.

Questo sistema annulla i "mini-sconti" che fino ad oggi erano applicati ai contribuenti.
A rendere ancor peggiore questa notizia, se possibile, è che queste nuove regole saranno retroattive, cioè si applicheranno già nella prossima dichiarazione dei redditi, quindi in riferimento ai redditi del 2012.

Lo sconto sulle aliquote IRPEF invece descritte nel nostro post di ieri - abbassamento al 22 a al 26% dei due scaglioni più bassi - verranno applicati sui redditi percepiti nel 2013.
E' anche vero che l'effetto negativo che si intuisce sarà calmierato per chi percepisce redditi da lavoro dipendente in quanto le aliquote IRPEF vengono calcolate di mese in mese in busta paga, ma per chi invece i "conti" con lo Stato lo fa solo a fine anno, la batosta sarà maggiore.

mercoledì, 10 ottobre 2012

IRPEF: riduzione per gli scaglioni più bassi, ma l'IVA salirà

Schermata 2012-10-10 a 12.07.58.pngE' notizia di ieri: Il CdM ha tagliato le aliquote IRPEF per i redditi degli scaglioni più bassi, fino a 15.000 e da 15.001 a 28.000 euro l'anno, portandoli rispettivamente al 22 e al 26% a decorrere dal 2013.
Un taglio dell'1%, quindi. Questa inaspettata decisione ha però impedito di scongiurare l'aumento dell'IVA previsto per giugno 2013 che sarà dimezzato rispetto a quanto previsto: dal 10 all'11 e dal 21 al 22%. Sempre un punto percentuale.

Il governo lima le aliquote "per agevolare i consumi delle famiglie dal reddito più basso", questo quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio.

Ma facciamo due conti. Per chi ha un reddito al limite del primo scaglione, quindi entro i 15.000 euro, il "risparmio" annuo sarà pari a 150euro.
Se invece prendiamo ad esempio un contribuente che ha un reddito di 28.000 euro, il suo risparmio totale sarà di 280 euro. In un anno!

Ora, chiaro che da qualche parte si deve pure cominciare a ridurre la pressione fiscale e che anche un minimo risparmio, oggi come oggi è il benvenuto, ma ci piacerebbe capire come una disponibilità di 280 euro in un anno possa incrementare ed incentivare i consumi. Se poi ci mettiamo che per consumare, da giugno prossimo, i prezzi saliranno a causa dell'aumento IVA, fare un calcolo sull'effettivo vantaggio che le fasce deboli potranno avere risulta improbo (e improbabile).

E' facile intuire che se ho risparmiato 150 euro grazie al taglio dell'1% della mia IRPEF, ma quello che consumo all'anno (e sono ben più di 150 euro, si presume) mi aumenta della stessa aliquota per il rincaro dell'IVA… i miei 150 euro sono già belli che andati.
E siccome un consumatore, una fascia debole, di solito non è imprenditore, l'IVA la paga e non la recupera in alcun modo, non la può portare in compensazione e quindi sterilizzarla.

Ripetiamo, da qualche parte si deve pur cominciare, e un taglio è meglio di un incremento, ma da qui a "sperare" in un aumento dei consumi, ne passa parecchio.

Allora descriviamo le cose per quello che sono: il taglio dell'IRPEF è stato fatto per alleggerire l'impatto che l'aumento dell'IVA avrà sulle fasce più deboli. Così ci pare più comprensibile e (forse) sensato anche se il saldo finale sarà, prevedibilmente, sempre negativo.

lunedì, 03 settembre 2012

Imu: a breve la seconda rata

Fotolia_5226610_S.jpgIl 17 settembre scade il termine per il versamento della seconda rata della nuova imposta sugli immobili, l'Imu.
La scadenza riguarda però solo i proprietari dell'abitazione principale che hanno scelto, in fase di prima scadenza (18 giugno scorso), di suddividere il pagamento dell'imposta in tre rate.
Questa seconda rata sarà identica alla prima d'acconto, mentre per la terza - a saldo - si dovrà calcolare di nuovo l'imposta dovuta in base alle aliquote adottate da ogni singolo Comune e sottrarre gli importi dei due (uno, se non si è scelto di dividere in tre rate) acconti precedenti.
La modalità di pagamento resta il medesimo: il modello F24.

In pratica, per velocizzare la procedura, se avete copia del primo F24, basterà copiare i dati presenti modificando solo la data di presentazione.

Per ulteriori informazioni sull'imposta, vi invitiamo a leggere gli altri articoli pubblicati sul blog.

martedì, 10 luglio 2012

Imu: nessun ritocco alle aliquote base

user-home.pngNelle casse dello Stato sono arrivati i versamenti degli acconti della nuova imposta e i risultati sono sostanzialmente in linea con le attese di Governo: 9,5 miliardi contro gli attesi 9,7.

E' quindi scongiurata una manovra che poteva vedere aumentate le aliquote base dell'Imu, cioè quelle fissate dal Governo, per quanto riguarda il saldo di fine anno.

Questo però non significa che i Comuni, che hanno conti propri e bilanci da far quadrare, non possano aumentare o diminuire - come già previsto dal decreto che ha istituito l'Imu - le aliquote da applicare al saldo partendo da quelle base.

Diciamo che la situazione di giugno si manterrà pressoché inalterata e che è presumibile che le aliquote definitive già adottate dai diversi Comuni non subiranno mutamenti.

Anche l'aumento dell'IVA - previsto anch'esso per quest'anno - sembra scongiurato e se ne riparlerà nell'autunno del 2013.

1 2 3 4 5 6 7 8 9 Prossimo