giovedì, 02 maggio 2013
BCE: Deciso un taglio dello 0,25 sui tassi
Dopo nove mesi in cui non ci sono state variazioni, la Banca Centrale Europea non ha deluso le aspettative dei mercati e ha tagliato i tassi della zona Euro di 25 punti base.
Il parametro con il quale viene calcolato il tasso variabile (se indicizzato appunto al tasso di rifinanziamento BCE) è stato quindi portato allo 0,50%.
Molto interessanti diventano quindi le offerte di mutui variabili agganciati a questo parametro che, seppur al momento più alto del fratello Euribor, ha storicamente una stabilità maggiore con un rischio di impennate improvvise e repentine.
La variazione decorrerà dal prossimo 8 maggio.
A margine delle decisioni sui tassi, Mario Draghi ha sottolineato che le condizioni del credito nell'Eurozona permangono "strette" e che le banche hanno registrato un aumento della percezione del rischio.
Sono state inoltre prorogate le aste con cui la BCE fornirà liquidità al sistema bancario, fino a metà del 2014, tramite 3 aste straordinarie.
Speriamo solo che almeno parte di questa liquidità - sotto la promessa sorveglianza "da vicino" dell'Euro Tower - venga destinata ai finanziamenti ad imprese e famiglie.
16:06 Scritto da simutuo in Mutui e banche, Mutuo prima casa, Novità Mutui, Tassi e prodotti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: mutuo, bce, euribor, tasso bce, tassi mutuo | OKNOtizie |
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giovedì, 06 settembre 2012
BCE: invariati i tassi d'interesse
Il Consiglio direttivo della BCE, riunitosi oggi, ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale.
Il valore dell'indice utilizzato per i mutui a tasso variabile BCE resta quindi pari allo 0,75%.
18:49 Scritto da simutuo in Mutui e banche, Novità Mutui, Tassi e prodotti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bce, draghi, tasso variabile bce, indice bce, tasso bce, simutuo | OKNOtizie |
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giovedì, 05 luglio 2012
BCE: taglio dei tassi (-0,25%)
Il Consiglio direttivo della Bce, riunitosi oggi, ha deciso il taglio del tasso di riferimento principale, portandolo allo 0,75%.
E' la prima volta che questo parametro scende al di sotto dell'1%.
Il tasso sui depositi, fino ad oggi allo 0,25%, dal prossimo 11 luglio sarà azzerato e questo dovrebbe disincentivare le banche dell'Eurozona a lasciare in deposito presso la Banca Centrale (depositi Overnight) somme elevate, inducendole ad investirle nei finanziamenti ad imprese e famiglie.
Draghi ha inoltre dichiarato che non sono in previsione altre operazioni di maxi finanziamento per le banche (Ltro) a tassi agevolati, come è successo per due volte negli scorsi mesi. "Sono misure temporanee," - dice il Presidente - "non prendiamo impegni ex ante" e non sono state discusse oggi nuove misure straordinarie.
Il taglio del tasso Bce porterà alla riduzione delle rate mensili di chi ha in essere un mutuo indicizzato a questo parametro allineandosi, quindi, al normale tasso variabile indicizzato all'Euribor il cui valore da qualche mese viaggia introno allo 0,7%.
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lunedì, 12 marzo 2012
BCE: tasso invariato all'1%
La Banca Centrale Europea ha deciso di lasciare invariato il tasso di riferimento sui rifinanziamenti principali.
E' da dicembre 2011 che il tasso è fermo all'1% (minimo storico) e gli economisti sono convinti che non vi saranno variazioni per tutto quest'anno e, probabilmente, per buona parte del 2013.
07:52 Scritto da simutuo in Mutui e banche, Mutuo prima casa, Novità Mutui, Tassi e prodotti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bce, tasso bce, variabile bce | OKNOtizie |
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sabato, 05 novembre 2011
Taglio ai tassi BCE: come si riflette su banche, imprese e famiglie?
Il taglio ai tassi dello 0,25% effettuato dalla Banca Centrale Europea è stato accolto favorevolmente dalla Borsa e dall'opinione pubblica.
Ma, in concreto, che beneficio ne potranno trarre tutte le figure coinvolte nel mondo del credito?
Per le banche:
Per raccogliere il denaro necessario per operare, le banche si rivolgono direttamente alla BCE, tramite le aste di rifinanziamento, solo per una piccola quota. Il resto lo reperiscono attraverso il mercato interbancario, quello regolato dall'Euribor e che risente della fiducia - attualmente piuttosto carente - fra i diversi istituti.
La mancanza di fiducia fa sì che le banche, piuttosto che prestare il denaro ad altri istituti ad un tasso anche superiore all'1,50%, preferiscano depositarlo direttamente presso la Banca Centrale Europea percependo, dopo l'abbassamento dei tassi, una remunerazione dello 0,50%.
Con questi presupposti è quindi facile pensare che, nel breve termine, il mercato difficilmente si sbloccherà.
Per le imprese:
In linea teorica, se la BCE taglia i tassi d'interesse, i tassi sul mercato dovranno scendere di conseguenza, influenzando i tassi interbancari (come già si è visto in due giorni con l'Euribor già in calo) permettendo alle imprese di ottenere finanziamenti a tassi più bassi.
Ma la teoria, per definizione, si può applicare in una condizione di mercato "normale", mentre ormai sappiamo che la situazione oggi, in Italia, non è da considerarsi tale.
Ormai le imprese, all'emissione di eventuali obbligazioni, vengono valutate non più in base ai propri indicatori di bilancio, ma piuttosto sul rischio-paese che, nel nostro caso, è considerato alto.
Questo atteggiamento è plausibile che si ripeta anche per il mercato bancario, dove le imprese italiane reperiscono finanziamenti e affidamenti.
Il beneficio dei tagli effettuati dalla BCE, quindi, rischia di avere poco impatto sulle imprese.
Per le famiglie:
Per chi ha un mutuo indicizzato, il taglio dei tassi d'interesse porta giovamento attraverso l'abbassamento della rata mensile.
Per quei pochi italiani che hanno un mutuo indicizzato direttamente al tasso BCE, la riduzione sarà pressoché immediata (dalla prima rata in scadenza, salvo diverse pattuizioni in contratto*).
Mentre chi ha scelto l'Euribor come indice, dovrà attendere che questo tasso interbancario - vedi quello che abbiamo scritto per le banche, sopra - si adegui e subisca le riduzioni conseguenti alle decisione delle BCE.
In definitiva, a parte i benefici immediati che abbiamo illustrato, sembra chiaro che per riaprire il mercato non sia sufficiente un'azione da parte della BCE.
Soprattutto per l'aiuto alle imprese italiane, senza le quali, tutto il meccanismo si ferma.
*Alcune banche prevedono, sia per l'Euribor che per il tasso BCE, l'indice considerato per determinare il tasso d'interesse sia riferito a momenti di rilevazione diversi.
Per esempio esistono indicizzazioni all'Euribor media mese precedente o con rilevazione ad un determinato giorno del mese precedente a quello di scadenza della rata.
Tutto questo proietta avanti nel tempo il beneficio sulla rata per il mutuatario.
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venerdì, 07 ottobre 2011
BCE: tassi invariati, ma immissioni di liquidità
Durante il Consiglio Direttivo tenutosi ieri a Berlino, la Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere inalterati i tassi d'interesse.
Questo significa che per i mutui a tasso variabile indicizzati al tasso di rifinanziamento principale BCE, l'indice resta fermo all'1,50%.
La decisione, per stessa ammissione di Trichet, è stata presa per "consenso" e non all'unanimità.
La conferenza stampa che ha seguito il Direttivo ha visto il presidente uscente (che da novembre sarà sostituito da Mario Draghi) dichiarare che la Banca si impegna ad immettere liquidità in soccorso delle banche tramite due operazioni di rifinanziamento a un anno.
Strumenti, questi, già adottati nell'immediato periodo successivo al collasso Lehman Brothers che aveva messo in ginocchio l'interbancario.
Trichet ha invitato le banche ad una ricapitalizzazione attraverso utili non distribuiti e parsimonia nelle retribuzioni oltre al ricorso ai mercati e, se necessario, a capitali pubblici.
Come già avevamo detto, la decisone di non ridurre i tassi d'interesse, secondo molti, ha l'intento di non sconfessare così a breve i rialzi decisi solo pochi mesi fa.
Sarà quindi Draghi, nel prossimo Consiglio Direttivo, ad avere in mano l'opzione di taglio dei tassi.
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venerdì, 09 settembre 2011
Tassi BCE: nessuna sorpresa
Ieri, 8 settembre, il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso che il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali (il parametro utilizzato anche per indicizzare i mutui a privati) rimarrà invariato all'1,50%.
Decisione questa che non sorprende e che era prevista ed attesa dal mercato.
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giovedì, 07 luglio 2011
Bce: rialzo del tasso all'1,50%
La Banca Centrale Europea, come già ampiamente previsto, ha alzato il tasso ufficiale di riferimento di un quarto di punto, portandolo quindi all'1,50%.
E' la seconda manovra al rialzo che il Consiglio Direttivo adotta quest'anno, dopo quella dell'aprile scorso.
Durante la conferenza stampa, il presidente Jean-ClaudeTrichet ha lasciato intendere che non saranno imminenti nuovi ritocchi, ma che sarà costante il monitoraggio dei rischi sui prezzi e l'andamento dell'inflazione.
Cosa cambia per i mutui?
Ricordando che solo il 2% dei mutui in Italia, a tasso variabile, sono indicizzati al tasso BCE (il restante 98% è legato invece all'Euribor), per questi, dal prossimo mese, ci sarà un incremento sul tasso finito e, di conseguenza sulla rata.
L'incidenza non è quantificabile in linea generale, tutto dipende dal capitale residuo, ma per un mutuo di 100.000€ di capitale ancora da restitutire, l'incidenza sarà di circa 20 euro/rata.
Per chi invece ha un mutuo indicizzato all'euribor, le previsioni sull'aumento di oggi avevano già fatto lievitare l'indice di riferimento portandolo già al sopra dell'1,50% (l'euribor 3 mesi/365 quota oggi l'1,59%).
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giovedì, 07 aprile 2011
La BCE porta il tasso all'1,25%
Era atteso, ed eccolo qui.
Il tanto temuto aumento del tasso d'interesse della Banca Centrale Europea, immobile dalla metà del 2009, è stato deciso oggi.
Cosa succederà alle rate di mutuo?
Cominciamo col dire che oltre il 95% dei mutui a tasso variabile in Italia sono indicizzati all'Euribor e non al tasso di rifinanziamento BCE e che quindi il rincaro di oggi non li toccherà "direttamente".
Ma è anche ovvio che la decisione della BCE avrà ripercussioni anche sugli altri indici, anzi, già da qualche settimana - non a caso da quando si è cominciato a respirare aria di rialzo del BCE - l'Euribor, nelle sua diverse rilevazioni (a 1 mese, a 3 mesi e a 6 mesi), non ha smesso di salire.
Oggi il parametro a 3 mesi, il più usato per l'indicizzazione dei mutui casa, quota 1,287%, quindi oltre il valore deciso da Trichet.
Anche i tassi fissi hanno risentito delle previsioni di un possibile rialzo di ulteriori 50 punti entro la fine dell'anno, salendo anch'essi per due settimane consecutive.
Come si muoverà il mercato?
Come è ormai consuetudine, l'aumento del variabile dirotterà i futuri sottoscrittori verso i mutui con CAP e verso il tasso fisso, ma con meno vigore rispetto a quanto successo in tempi precedenti in quanto sia i "cappati", sia i "fissi" oggi non vengono proposti dalle banche a prezzi molto appetibili e nonostante tutto le rate, se calcolate oggi, presenterebbero comunque un bel divario rispetto al variabile puro.
16:13 Scritto da simutuo in Mutui e banche, Mutuo prima casa, Novità Mutui, Tassi e prodotti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: bce, tasso, banca, banca centrale europea, mutui bce, tasso bce | OKNOtizie |
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